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7 agosto
Piacere, sono Kalle Rovanpera
Testo: Anna Canata

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Talento emergente del rallysmo internazionale corre quest'anno nel nostro CIR ed è già un mito. "Ora arriva Kalle!" è il tam tam degli spettatori sulle prove speciali prima del suo passaggio; "Questo ha 16 anni..." il commento e le espressioni attonite dopo che è passato.

Kalle Rovanpera è nato il 1/10/2000, figlio unico di Harri, pilota ufficiale nel WRC dal 1997 al 2006 (ha corso con Seat, Peugeot, Mitsubishi, Skoda). Vive a Puppola, in Finlandia, sede del quartier generale Toyota Motorsport, a un chilometro dalla casa di Tommi Makinen. Che cosa mai poteva diventare se non un pilota di rally? Ciò nonostante glielo abbiamo chiesto, al debutto di una bella chiacchierata che sarà riportata integralmente sul prossimo numero di Rally Emotion Visuals.

Possiamo immaginarlo, ma raccontaci da dove viene la tua passione per i rally.

Viene da casa, penso proprio di sì. Ho iniziato a guidare con papà, che mi faceva tenere il volante seduto sulle sue gambe quando avevo 3 anni. E lo guardavo alla TV mentre correva nelle gare in tutto il mondo. E penso che tutto nasca da lì.

Quanti anni avevi quando hai iniziato a guidare tu stesso?

A 6 anni ho guidato da solo per la prima volta una macchina stradale. A 8 anni una macchina da rally. E lo trovavo molto divertente.

Quali sono per te gli aspetti più eccitanti dei rally?

Ci sono molte cose. Penso la lotta con gli altri piloti per la vittoria e il cercare di guidare spingendo al tuo limite siano gli aspetti più forti.

Ma perché proprio nei rally? Hai mai provato a correre in pista? Anche lì c'è competizione e velocità

Sì, ho provato diverse volte a guidare in circuito, ma non mi interessa. Nei rally è diverso. Corri contro il cronometro, sei solo sulla strada, e tutto dipende da te e dal tuo navigatore.

Nella tua crescita come pilota hai incontrato qualcosa di difficile da imparare?

Non in relazione alla guida. A questo punto la più grossa difficoltà per me sono le note: quando corri al massimo livello devi essere davvero bravo in questo ed è quello che sto cercando di imparare adesso.

Ti sei mai trovato in una situazione critica o di paura durante una gara o un incidente?

No. E' sempre andato tutto normalmente. Io non sono obbligato a correre in macchina. Lo faccio perché mi piace e quindi sono pronto a tutto quello che può capitare.

Come passi il tuo tempo libero?

Non ne ho molto, ma quando ho del tempo lo passo guidando, qualsiasi mezzo, al di fuori della macchina da rally, dai trattori, ai camion, alle moto non c'è niente che non abbia provato a guidare. Purché abbia le ruote e un motore è roba per me. Se è bel tempo prediligo la moto altrimenti con amici prendiamo vecchie auto che abbiamo a casa e ci divertiamo così. Il motorsport è il mio lavoro e il mio hobby.
 
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Quali sono le cose più importanti che hai appreso dal correre nelle gare di Campionato Italiano?

Ho imparato molto soprattutto della guida su asfalto, che è la ragione principale per cui abbiamo intrapreso questo programma in Italia quest'anno e sono migliorato molto, gara dopo gara, incrementando la velocità. Anche la terra qui è molto diversa da quella su cui sono stato abituato a guidare (Finlandia, Estonia), è un fondo su cui non ho mai corso. E San Marino è diverso dall'Adriatico, tutto è nuovo per me e quindi ogni volta imparo qualcosa. Ogni gara è stata diversa e per me è stata molto formativa, abbiamo tenuto un buon passo e ogni rally ha rappresentato un ottimo percorso di apprendimento per me, fino ad ora.

Quindi pensi che la scelta di correre in Italia sia stata valida?

Sicuramente. Soprattutto le vostre gare su asfalto sono tra le più difficili del mondo, a livello di campionati nazionali. E sono molto diverse tra loro, quindi ogni prova mi ha consentito di imparare qualcosa.

C'è relazione con Paolo Andreucci?

Paolo mi aiuta tantissimo. All'inizio soprattutto, ma ancora oggi, in ogni gara. Mi sono seduto di fianco a lui in un test su asfalto e mi ha fornito indicazioni preziose grazie alla sua esperienza, che io non ho, su un fondo dove devo imparare molto. Mio padre mi ha insegnato tanto ma non ha mai guidato una R5, che è una macchina molto diversa da quelle che guidava lui e quindi molti aspetti non li conosce. Quindi avere informazioni sulla macchina e consigli di guida da un pilota di alto livello come Paolo è stato fondamentale.
 
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C'è una gara che ti ha entusiasmato più delle altre?

Le gare su terra sono molto divertenti perché è il mio terreno, ma anche l'asfalto mi è piaciuto molto via via che ci ho preso confidenza e al Sanremo è stato davvero bello correre.

Quindi il tuo fondo favorito è la terra?

In Italia sì, ma in assoluto la mia specialità è la neve. Nei Paesi Baltici ho guidato molto sulla neve e nei rally su ghiaccio, in Latvia e in Finlandia, ho ottenuto i miei migliori risultati. Su quel fondo la mia velocità è superiore a quella che ho sulla terra, perchè è lì che ho imparato a correre.

I piani per il 2018 sono già delineati: almeno 6 gare di WRC2 e in forse il campionato britannico. Un anno impegnato…

Non impegnato come quest'anno, in cui abbiamo forse troppe gare.

Davvero! Il Campionato Lettone, quello Italiano, qualche gara nel Campionato Finlandese e il debutto nel WRC con il Rally del Galles, quando avrai compiuto i 17 anni. Come ti senti pensando a quella gara?

Non vedo l'ora. Sono eccitato e anche un po' spaventato, ma è grandioso poterci essere e iniziare ad imparare quest'anno cosa significa il Campionato del Mondo. Io non ho alcuna fretta. Forse le persone hanno aspettative ma io voglio solo crescere. E sono curioso di guidare su un terreno viscido e fangoso, quando piove, è diverso. Penso sia divertente. Più è sfidante più lo trovo divertente.

Visto che vivi a un passo dalla sede di Toyota Motorsport di sicuro hai sbirciato un po' dentro e magari provato la macchina...

Sì ho fatto un test con la WRC.

Che impressione ti ha fatto rispetto alla R5?

Era la prima WRC che guidavo ed era già nelle specifiche 2017 e quindi c'è una grossa differenza tra la R5 e la WRC 2017. Molto più potente e differenziali elettronici. La R5 ha buone sospensioni ma la nuova WRC può raggiungere velocità elevatissime quando vai forte, per la nuova aereodinamica, e quindi quando spingi molto è una cosa folle…

Chi si aspettasse una domanda sui chiacchierati finali dell'Adriatico e del Rally di San Marino resterà deluso. Semplicemente per noi non ha alcun senso farla, né parlarne e, oltre a quanto dichiarato in merito dal supervisore del programma di Kalle, Luca Pregliasco, in una nostra recente intervista, ripetiamo qui il nostro pensiero, già espresso più volte sui social in varie occasioni e che pensiamo emerga chiaramente anche dalle parole del giovane talento finlandese. Kalle Rovanpera non ha alcun interesse nel Campionato Italiano se non quello di apprendimento e Paolo Andreucci lo sta aiutando in questo. Kalle sta facendo rodaggio per affrontare al meglio il suo programma nel WRC, che comincia quest'anno con il Galles, e corre in Italia con Peugeot per imparare a guidare su fondi differenti, con una macchina preparata al top e un team di riferimento al top. Le ipotesi su complotti e "giochi di squadra" sono chiacchiere inutili. Se anche, dall'inizio del rapporto con Peugeot, fosse stato concordato che il Finlandese non debba interferire con i risultati sportivi del pilota ufficiale non ci vediamo niente di scandaloso, visto che si tratta di una relazione commerciale e gli obiettivi delle due parti sono molto distanti. Peugeot investe in un programma sportivo e per poterlo continuare e finanziare ha bisogno di risultati. Kalle investe in formazione e gli interessano i riscontri cronometrici delle prove e le sue progressioni di guida, non certo le coppe o gli applausi. Quelli arriveranno e non fra molto, e su ben altro palcoscenico, lo vedrete.
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