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WRC / 27 maggio
Roadbook - Rally Portugal 2019, la prima su terra in Europa
Testo: Lorenzo Vannoni

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Pensi al Rally del Portogallo e subito ti saltano alla mente gli spalti gremiti dell'arena naturale di Fafe, tempio di un salto mitico, dove in altri tempi le ali di folla si aprivano con un boato al passaggio delle vetture. Un anno fa, da queste parti, fu Thierry Neuville con la Hyundai i20 WRC ad imporsi su Elfyn Evans e Teemu Suninen. Vedremo se il belga riuscirà a ripetersi anche quest'anno sugli sterrati portoghesi, sopravanzato in classifica non più solo da Sebastien Ogier, ma anche da un Ott Tänak che, come al solito, non ci sta a fare da spettatore e che, dopo la dimostrazione di forza in Cile, ha messo di nuovo in riga tutti, quasi a voler rimarcare che il titolo è più che mai un affare a tre. Alla vigilia della gara lusitana, la classifica piloti vede nuovamente in testa Ogier con 112 punti. Al momento attuale sono 10 le lunghezze che lo separano da Tänak, secondo, e 12 da Neuville, terzo.

La prima tappa su sterrato in Europa si caratterizza per uno sterrato morbido, che si incide rapidamente lasciando emergere rocce aguzze e pietre da sotto la superficie: una situazione in cui paga la guida pulita e la gestione delle gomme. Vedremo come saprà gestire questa situazione il leader provvisorio della classifica, Ogier, che nella giornata di venerdì dovrà fare da apripista su tutte le speciali...
 
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Il percorso di gara

L'edizione 2019 del Rally di Portogallo si sviluppa lungo 306,97 km, per un totale di 20 prove speciali.

L'evento prenderà il via ufficialmente nella mattinata di venerdì 31 maggio, con lo shakedown a Paredes. A seguire, la cerimonia di partenza nel tardo pomeriggio a Coimbra, ma le ostilità si apriranno solo il giorno dopo. La prima giornata di gara è un "ritorno al passato", perché il rally torna ad essere disputato sulle strade attorno Arganil per la prima volta dal 2001. Infatti, il venerdì porta i piloti sulla Lousã (SS 1/4, 12,35 km); si prosegue sulla Góis (SS 2/5, 18,78 km) e sulla Arganil (SS 3/6, 14,44 km), prima di ripetere per la seconda volta nel pomeriggio le speciali precedenti e concludere il primo giorno di rally sulla Lousada (SS 7, 3,36 km).

Il sabato gli equipaggi si sposteranno su speciali già note: sono previste tre prove, alle quali farà seguito un secondo passaggio pomeridiano: la Vieira do Minho (SS 8/11, 20,53 km), la Cabeceira de Basto (SS 9/12, 22,22 km) e la Amarante (SS 10/13, 37,60 km).

La domenica si preannuncia altrettanto intensa: si inizia con la Montim (SS 16/19, 8,76 km) e si prosegue sulla celebre Fafe (SS-PS 17/20, 11,18 km) che, dopo un passaggio sulla Luilhas (SS 18, 11,89 km), sarà sede della Power Stage, dove si concluderà il rally e verranno assegnati i punti extra ai primi cinque che avranno fatto segnare il tempo migliore.
 
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I piloti al via

Una gara di "ritorni" italiani, il rally di Portogallo 2019: nella categoria WRC2, rivedremo allo start "Pedro", al terzo appuntamento quest'anno in una gara mondiale, al volante della Ford Fiesta R5. Dopo la Corsica, torna al via anche Simone Tempestini, che sarà al volante della Hyundai i20 R5 del team Friulmotor. Ultimo, ma non per questo meno importante, Enrico Oldrati, ai nastri di partenza con la Ford Fiesta R2 della M-Sport.

Nella categoria WRC2-Pro, Kalle Rovanperä e Jan Kopecky terranno a battesimo il debutto della nuova Skoda Fabia R5 Evo che, come dice il nome stesso, è un'evoluzione ed un affinamento dell'ottimo modello che si appresta a sostituire.

Sarà un Rally del Portogallo tutto da seguire. Come sempre, noi ci saremo, e voi?
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