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WRC / 3 ottobre
Evans si impone di prepotenza al Rally Finland
Testo: Luca Piana

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Puntava "solamente" al successo assoluto, invece Elfyn Evans (con Scott Martin alle note, ndr) è riuscito a cogliere l'intera posta in un Rally di Finlandia in un'inedita versione autunnale. Trenta punti - di meglio non avrebbe potuto fare - che, a due gare (Catalunya, in Spagna, e Monza) dalla fine del campionato, rilanciano prepotentemente la sua candidatura a un titolo iridato sempre più marchiato Toyota Gazoo Racing. Solamente Sébastien Ogier (che a inizio novembre, nell'ambito di un "Rookie test", avrà modo di prendere confidenza con il prototipo utilizzato dalla Casa nipponica nel World Endurance Championship) e il gallese, infatti, possono ancora ambire al successo finale, mentre da Thierry Neuville (Hyundai Motorsport) in giù si prospetta una lotta a tre (con Kalle Rovanpera e Ott Tanak) per il terzo gradino del podio. E anche se il campione francese mantiene pressapoco una gara di vantaggio (finora ha conquistato 190 punti, contro i 166 del compagno di squadra), nel decimo appuntamento della serie iridata è stato proprio il numero 33 a cucirsi addosso un ruolo da assoluto protagonista. Dopo una prima giornata interpretata meglio dai portacolori del team Hyundai Motorsport, è stato proprio Evans (e la sua Toyota Yaris WRC Plus) - primo anche nella Power stage conclusiva davanti a Tanak, Lappi, Katsuta e Breen - a ribaltare un risultato che sembrava già scritto. Ed invece anche Tanak, vincitore delle ultime due edizioni (nel 2018 e 2019) dello storico evento, giunto alla 70ª edizione, si è dovuto accontentare della piazza d'onore, seguito a ruota dalla vettura gemella di Craig Breen e Paul Nagle. Nulla da recriminare per i primi tre classificati che, come si è visto per tutto il fine settimana, hanno sempre spinto al limite. Di più non si poteva proprio fare. Per quanto riguarda l'irlandese, poi, se (come sembra) questo è stato il congedo dal team Hyundai Motorsport, allora c'è solamente da togliersi il cappello. Correre così poco (nella classe regina del Mondiale) e riuscire a cogliere risultati simili denota sicuramente un grande talento. Se davvero arriverà la firma con il team Ford M-Sport, ci sarà da divertirsi. Lo stesso dicasi per Esapekka Lappi (coadiuvato dal navigatore Janne Ferm) che, anche se - a parole - ha mantenuto un basso profilo, non si è mai risparmiato, come testimoniato dalla quarta posizione finale. Anche per lui presto potrebbe arrivare il tanto sospirato accordo con il team Toyota Gazoo Racing, che vorrebbe impiegarlo in un part-time proprio con Ogier, quinto classificato in terra nordica. Da buon ragioniere, il campione di Gap ha provato a cogliere il massimo dalla sua performance, con le sole Ford Fiesta RS WRC del team M-Sport alle sue spalle. Anche perché Thierry Neuville (problema meccanico), Kalle Rovanpera e Takamoto Katsuta (doppio incidente) sono rimasti ben lontani da una top ten assoluta chiusa da Teemu Suninen (Volkswagen Polo R5), Mads Ostberg (Citroen C3 Rally2) ed Emil Lindholm (Skoda Fabia Rally2 evo).


1. Evans/Martin - Toyota Yaris WRC - in 2:19.13.7

2. Tänak/Järveoja - Hyundai i20 Coupe WRC - a 14.1

3. Breen/Nagle - Hyundai i20 Coupe WRC - a 42.2

4. Lappi/Ferm - Toyota Yaris WRC - a 58.8

5. Ogier/Ingrassia - Toyota Yaris WRC - a 2:54.4

6. Greensmith/Patterson - Ford Fiesta WRC - a 5:02.3

7. Fourmaux/Coria - Ford Fiesta WRC - a 6:22.9

8. Suninen/Markkula - Volkswagen Polo GTI R5 - a 9:52.1

9. Ostberg/Eriksen - Citroën C3 Rally2 - a 10:07.8

10. Lindholm/Hämäläinen - Škoda Fabia Rally2 evo - a 10:52.8
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