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WRC / 17 gennaio
WRC, l'era ibrida è ufficialmente iniziata
Testo: Simone Vazzano

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Red Bull
 
La nuova era del WRC è ufficialmente iniziata.

A poche ore ormai dall'accensione dei nuovi bolidi che, al Rally di Montecarlo, cominceranno a scrivere i primi capitoli della storia dei propulsori ibridi nel mondiale rally, sale l'attesa negli appassionati e addetti ai lavori.

Parte di questa attesa è stata accontentata nel weekend appena trascorso con la presentazione dei team e delle livree che indosseranno le tre vetture, di classe Rally1, ufficiali al via: la Hyundai i20, la Toyota Yaris e la Ford Puma.

Dall'arena Hangar-7 di Salisburgo piloti, copiloti e team manager hanno parlato delle proprie aspettative e ambizioni in una stagione che si presenta molto diversa da quelle che l'hanno preceduta in questi anni.

Oltre alle grosse novità riguardanti l'aspetto tecnico delle vetture, infatti, la stagione che si appresta a partire vedrà la partecipazione "a metà" di Sébastien Ogier. Il campione del mondo in carica infatti non ha ancora comunicato il numero di gare a cui prenderà parte nel 2022, ma si sa per certo che difficilmente farà più di 5 o 6 gare. Dunque, di sicuro nel 2022 avremo un nuovo campione motivo per il quale è già partita la corsa alla predizione. I pretendenti sono almeno quattro, ma in un'annata così rivoluzionata e rivoluzionaria è molto difficile fare previsioni, di sicuro c'è che ci apprestiamo a vivere una grande stagione.

In occasione della presentazione di Salisburgo, Rally Emotion ha chiesto ai due piloti più giovani tra gli ufficiali, Kalle Rovanpera e Oliver Solberg, se questa nuova tipologia di vetture possa favorire i piloti con più esperienza o se, viceversa, anche un giovane pilota potrà imporsi sin da subito.

"Penso che lo capiremo molto presto - ci ha risposto il talento finlandese -, nessuno di noi ha guidato un'auto ibrida prima di adesso e questa è una cosa nuova per tutti".

"Ovviamente spero che sia meglio per i giovani - ha detto Solberg -. Penso che i giovani forse ci entreranno rapidamente, ma di sicuro anche i piloti esperti lo faranno dato che hanno tanta esperienza su auto diverse in epoche diverse. In definitiva penso che sia lo stesso per tutti, solo in modi diversi".

E, soprattutto in quanto italiani, non potevamo non chiedere a Julian Moncet di Hyundai se Hyundai abbia intenzione o meno - come hanno fatto negli ultimi anni con le Plus - di portare le Rally1 ai nastri di partenza di qualche gara nazionale (hanno spesso partecipato a gare italiane per testare le vetture), anche in funzione del fatto che i test rimarranno contingentati: "Sì, è vero, in passato abbiamo sfruttato questa possibilità. Ad oggi potremmo farlo ottenendo un accordo con la federazione. Lo faremo? Non lo so, Concentriamoci prima sull'inizio della stagione".

Il Rally di Montecarlo scatterà, come tradizione, nella serata di giovedì con due prove speciali, e il passaggio sul mitico Col de Turini, per concludersi domenica.

Quasi 300 i chilometri di prove che dovranno affrontare gli equipaggi. Da quest'anno è possibile seguire le varie fasi della gara anche su Sky, che trasmetterà in diretta alcune delle PS in programma sul canale 206, e su Now TV.
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